Vacanze e compiti, perché fanno bene

Vacanze e compiti, perché fanno bene
Vacanze e compiti: perchè fanno bene. Un modo per mantenersi allenati e imparare a confrontarsi con le regole della vita.

Vacanze e compiti: perchè fanno bene. Un modo per mantenersi allenati e imparare a confrontarsi con le regole della vita.

A volte non si vorrebbe farli. E questo vale anche per i genitori. Eppure, affrontare i compiti in modo sereno ed organizzato è un modo per mantenersi allenati e imparare a confrontarsi con le regole della vita, ad essere autonomi, a capire che con l’impegno ogni obiettivo è alla nostra portata. E aiutano anche ad affrontare meglio il rientro a scuola. Vacanze e compiti, perché fanno bene.

a cura della dr.ssa Annarosa Pacini

Si avvicina il momento di tornare a scuola. Per qualcuno i compiti estivi sono già un libro pronto in cartella, per altri, ancora un fastidio da evitare. Negli ultimi anni, spesso si leggono in rete consigli di esperti sul “mettere da parte i compiti” e dedicare l’estate al divertimento.
Davvero i bambini di oggi sono così diversi da quelli di ieri? Davvero ieri per i bambini era importante fare i compiti durante l’estate, e oggi invece pare quasi che possa essere negativo?
In realtà, i bambini non sono cambiati così tanto, come pure non sono cambiati i processi di apprendimento, l’evoluzione del pensiero, lo sviluppo del cervello. E’ cambiata invece la società, sono cambiati gli adulti, è cambiato il modo di porsi dei genitori di fronte all’argomento compiti.
Che, spesso e purtroppo, non sono più visti come un importante e sano allenamento, che il bambino deve affrontare per crescere e non perdere il contatto con la scuola e quanto appreso. Come un’occasione per imparare e per sfidarsi, acquistando nuove sicurezze, ripassando ciò che piace, approfondendo quello che si era capito meno.
No, oggi – soprattutto dai grandi – sono visti come un fastidio da evitare. Perché i compiti, spesso, li fanno proprio gli adulti con i bambini. Molte sono le mamme che ho incontrato convinte che senza di loro il loro bambino/a – o ragazzo/a – non farebbe i compiti allo stesso modo, con lo stesso risultato. Creando un legame inverso: può si riduce l’autonomia dello studente, più si limita la sua capacità di crescita, meno si sente autonomo, più pare davvero che abbia necessità non di un sostegno, ma di un quasi-sostituto, più diventa difficile che prenda l’iniziativa e che si applichi autonomamente.
Così, dopo la fatica dell’anno scolastico e i compiti da fare tutti i giorni, con l’estate meglio metterli da parte.
Eppure i compiti fanno bene. Molto bene. Ai bambini.
Come fare?
Per prima cosa, insegnare loro che nella vita c’è il tempo per tutto. Per giocare, per imparare, per divertirsi, per crescere. Che studiare è bello, perché ci dà la possibilità di conoscere, e la conoscenza rende l’uomo libero e forte, padrone della sua vita. Che la mente umana è portentosa, e allenarsi nello studio, così come ogni altro genere di allenamento – in uno sport, in un’attività artistica – ci rende sempre più capaci. E più siamo allenati, più le cose ci sembrano alla nostra portata.
Questo non significa lasciarli da soli. Ma semplicemente insegnargli che i compiti sono a misura di bambino. Che ce la possono fare. Che l’adulto è lì se hanno bisogno di una spiegazione, non certo per suggerirgli come fare o addirittura fare i compiti al loro posto. Che nelle lunghe giornate estive c’è tempo per tutto.
Così, chi già li ha fatti, potrà ripassare quello che gli è piaciuto di più, oppure quello che vuole imparare meglio. Chi non li ha fatti, si potrà impegnare di buona lena per ricominciare la scuola con le idee chiare.
I bambini imparano dagli adulti. Impariamo a non condizionarli. Evviva l’estate, evviva i compiti. Fatti nel modo giusto, con il tempo giusto. Non solo come un dovere. Soprattutto, come un’occasione.

Puoi seguire la dr.ssa Annarosa Pacini su:
“Comunicare per essere®”, canale video su YouTube
Annarosa Pacini, pagina ufficiale su Facebook

Counseling l’evoluzione personale: individuale, di coppia, familiare, professionale. Per vivere con soddisfazione e consapevolezza la propria vita, realizzare ciò che più ci sta a cuore, star meglio con noi stessi e con gli altri, trovare le soluzioni per i nostri problemi: counseling di grafologia evolutiva® e scrittura evolutiva® (anche in modalità webcounseling, tramite Skype) con la dr.ssa Annarosa Pacini, fondatrice counseling grafologico pedagogico evolutivo, che utilizza il metodo integrato di grafologia e scrittura evolutiva®. Per informazioni scrivere a: apacini@encanta.it – cell. 339.6908960. Riceve in studio solo su appuntamento.
La dr.ssa Pacini organizza inoltre corsi e seminari brevi di formazione on line per piccoli gruppi e per target mirati (single; coppie; genitori; professionisti; docenti; terza età etc.). Per informazioni: comunicare@encanta.it (trovi il calendario aggiornato su grafologiaevolutiva.it, sezione “Eventi”)

Shares

Potrebbero interessarti anche: