Gli insegnanti che stanno male e fanno male alla scuola: una cura c’è

Gli insegnanti che stanno male e fanno male alla scuola: una cura c’è
Gli insegnanti che stanno male e fanno male alla scuola: una cura c'è

Collaborazione e dialogo tra insegnanti e genitori sono cruciali per una scuola che possa svolgere appieno il suo ruolo

Questo articolo prende lo spunto da una notizia relativa ad una insegnante che, alle scuole medie, ha incitato i suoi studenti a compiere atti di bullismo verso un compagno svantaggiato. Senza cercare casi eclatanti, episodi che evidenziano il disagio del corpo docente ve ne sono ovunque. Come ovunque troviamo episodi che segnalano il disagio degli studenti e delle famiglie. Nell’uno e nell’altro caso, non sono altro che il riflesso del disagio della società. Un disagio di chi sta perdendo di vista quei valori che, soli, possono aiutarci a distinguere ciò che è giusto da ciò che non lo è, per riscoprire il valore di un’educazione che, prima delle menti, deve formare l’essere umano. In cui la capacità di sviluppare e manifestare “umanità” non è un optional. Ma oltre questo c’è molto di più. Perché partendo da ciò che ognuno di noi può fare, è possibile cambiare la tendenza e creare valore. Gli insegnanti che stanno male e fanno male alla scuola: una cura c’è

a cura della dr.ssa Annarosa Pacini

Non intendiamo commentare la notizia. Prendiamola come un dato di fatto. D’altronde, di episodi che segnalano una scuola ammalata, ve ne sono molti. Chi di noi non ne conosce, indirettamente o direttamente, qualcuno?
Insegnanti che prendono in giro gli studenti, pensando di “fare i simpatici”, ve ne sono oggi molto più che non un tempo. Che usano linguaggi coloriti. Che rispondono in modo aggressivo e perdono la pazienza. Che sempre meno credono nelle possibilità dei loro studenti. E non serve arrivare alle medie.
Insegnanti di scuola elementare che strappano una pagina perché scritta male o gettano fuori dalla finestra l’astuccio dall’alunno che ha fatto loro perdere la pazienza non sono una rarità. Una volta ho visto uscire una bambina di seconda elementare in lacrime, e sentito l’insegnante spiegare alla mamma che l’aveva lasciata sola in una stanza a studiare storia, anche se la bambina aveva paura, così avrebbe imparato a studiare al momento giusto. E lo diceva convinta di avere fatto una scelta pedagogica e didattica esemplare.
Bisogna però anche dire che – ancora alle scuole elementari – ho visto genitori urlare e strattonare i propri figli (o quelli degli altri) di fronte a tutti, ascoltato mamme dire “meno male che sta tutto il giorno fuori di casa, con le attività sportive, così non rompe” o padri che, di fronte a segnali di disagio dei propri figli (il figlio torna dall’ora di ginnastica piangente perché non è riuscito bene a giocare con gli altri), dicevano: “speriamo che diventi grande, così la smette di piangere”. Non si chiedevano: dato che piange, e soffre, cerchiamo di capire perché, così possiamo aiutarlo a star meglio e a risolvere il suo problema. E di bambini capaci di dire alle maestre “faccio quello che mi pare”, “strega cicciona” e mandarle a quel paese, ebbene, sì, ce ne sono.
I professori che stanno male fanno male alla scuola. Tutti gli insegnanti che stanno male fanno male alla scuola. Ma, prima di tutto, a se stessi. E questo vale per tutti.
Un insegnante non sfugge alle regole che governano la vita degli esseri umani. Ha una vita, una famiglia, problemi, desideri, ambizioni e frustrazioni. Perché è diventato insegnante? Se è insegnante per ripiego, perché non è riuscito a diventare musicista – pittore – scrittore – matematico – ingegnere – chimico – dirigente e così via soffrirà perché si sentirà insoddisfatto. Se è insegnante per scelta, obbligato tra scartoffie, riunioni e rendiconti, si sentirà sfruttato e poco valorizzato.
Partiamo da qui. Quello dell’insegnante è uno dei mestieri più delicati che possano esserci, richiede grandi risorse umane e grandi competenze.

La formazione di ogni studente è, prima di ogni cosa, formazione della persona

La formazione di ogni studente è, prima di ogni cosa, formazione della persona

Partiamo da qui: ogni giorno, cari insegnanti, ricordatevi di quanto siete preziosi. Non fatevi abbattere, non abdicate al vostro ruolo. Parlate, unitevi, datevi da fare perché tutti – dal dirigente scolastico al genitore all’alunno – ricordino quanto è importante ciò che fate. Fatelo con passione e dedizione. Lo so, un solo articolo non basta ad affrontare tutti i problemi. Ne scriveremo ancora.
Intanto, cari genitori, ricordatevi che quell’insegnante ha bisogno del vostro supporto, gli serve dialogo, non scontro, appoggio, non ostacoli. Il vostro scopo è lo stesso: fornire ai vostri figli quegli strumenti che gli permetteranno di diventare cittadini consapevoli e persone in grado di gestire la propria vita.
Se gli adulti, genitori e insegnanti, ricominceranno a ricordarsi l’importanza del proprio ruolo, i ragazzi sapranno bene quale strada seguire. Perché un bambino – o adolescente che sia – i cui genitori non inveiscono, non alzano le mani o non lo mandano a quel paese, che cresce in un ambiente il cui il dialogo, l’ascolto, la tolleranza, sono una realtà, saprà già da solo qual è la scelta giusta. E di fronte all’insegnante che vuole trasformarlo in bullo, saprà cosa dire e cosa fare.
Ricordiamoci che ognuno di noi è una persona diversa. L’insegnante di cui parla l’articolo (trovate il link a fondo pagina) ha molto di più di cui riflettere, che non solo quello che ha fatto a scuola. Sulla sua vita, su quali sono le sue scelte, le sue motivazioni.
Eppure, quest’episodio ci offre una grande occasione (che sia o meno confermato in toto): l’occasione per riflettere su quanto si possa fare per cambiare le cose. Su quanto ognuno di noi possa fare.
Partiamo da qui.

Vai all’articolo: Viterbo, perseguita alunno e incita compagni ad atti di bullismo: sospesa una professoressa

Puoi seguire la dr.ssa Annarosa Pacini su:
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Counseling l’evoluzione personale: individuale, di coppia, familiare, professionale. Per vivere con soddisfazione e consapevolezza la propria vita, realizzare ciò che più ci sta a cuore, star meglio con noi stessi e con gli altri, trovare le soluzioni per i nostri problemi: counseling di grafologia evolutiva® e scrittura evolutiva® (anche in modalità webcounseling, tramite Skype) con la dr.ssa Annarosa Pacini, fondatrice counseling grafologico pedagogico evolutivo, che utilizza il metodo integrato di grafologia e scrittura evolutiva®. Per informazioni scrivere a: apacini@encanta.it – cell. 339.6908960. Riceve in studio solo su appuntamento.
La dr.ssa Pacini organizza inoltre corsi e seminari brevi di formazione on line per piccoli gruppi e per target mirati (single; coppie; genitori; professionisti; docenti; terza età etc.). Per informazioni: comunicare@encanta.it (trovi il calendario aggiornato su grafologiaevolutiva.it, sezione ”Eventi”)

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